Rilevazione dei tempi di attesa

 

PRESTAZIONI TRACCIANTI RICOVERI PROGRAMMATI
Modalità di prenotazione: la proposta di ricovero da parte del Medico di medicina generale o del Pediatra di libera scelta viene valutata dallo specialista ospedaliero, il quale ne verifica l’appropriatezza relativamente a:


Lo scorrimento della lista di attesa avverrà tenendo conto del livello di priorità, e nell’ambito dello stesso livello di priorità secondo ordine cronologico di prenotazione. In caso di valutazione positiva, lo specialista ospedaliero assegnerà una delle classi di priorità clinica riportate in tabella ed effettuerà l’inserimento in lista di attesa informatizzata.
Monitoraggio tempi di attesa: nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, il monitoraggio del delle liste di attesa per le prestazioni erogate in regime di ricovero è effettuato, ex post, attraverso il flusso delle schede di dimissione ospedaliera (SDO), calcolando il tempo intercorso tra l’iscrizione nella specifica lista e la data di ricovero. A tale scopo il Decreto Ministeriale 8 luglio 2010, n. 135 ha previsto, nel tracciato SDO, l’inserimento della data di prenotazione e della classe di priorità. Il monitoraggio riguarda le prenotazioni dei ricoveri ospedalieri programmabili indicati dal Piano Regionale Liste di Attesa (PRGLA). Tale monitoraggio che avrà cadenza semestrale, rileverà per ogni tipo di ricovero :

 

PRESTAZIONI AMBULATORIALI: PRIMA VISITA ED ACCESSI SUCCESSIVI

Il Decreto Regionale n°34 del 8/8/2107 “Interventi per l’efficace governo dei tempi e delle liste di attesa. Obiettivi per gli anni 2017” , ha ritracciato le linee guida per la gestione delle liste di attesa. In merito alla gestione delle prestazioni ambulatoriali definisce tra l’altro:

  • La separazione dei canali per le diverse tipologie di accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale: “primo accesso” vs “accesso successivo” per follow-up e/o controllo.

Uno degli aspetti fondamentali per la riduzione dei tempi di attesa è costituito dalla capacità del sistema sanitario di gestire la domanda di prestazioni, mediante il ricorso appropriato alle prestazioni diagnostico terapeutiche.

Per questo motivo, nelle prescrizioni devono essere sistematicamente riportate tutte le informazioni essenziali per la corretta erogazione delle prestazioni e per il monitoraggio dei comportamenti prescrittivi e la promozione dell’appropriatezza prescrittiva.

Al riguardo, occorre ricordare come la domanda di prestazioni di “primo accesso” sia completamente distinta, in termini di tipologia, di utenza e di volume, rispetto alla domanda di prestazioni di “accesso successivo” relativi a controlli e/o follow-up, rientranti in percorsi di cura più o meno standardizzati relativi a problemi clinici già definiti, che comportano la “presa in carico” dell’assistito.

Le prestazioni di specialistica ambulatoriale sono definite di “primo accesso”, ed indicate quindi tali sulla ricetta del SSN da parte del medico prescrittore, quando trattasi di prime visite e di prime prestazioni diagnostiche/terapeutiche, riferite al primo contatto del paziente con il sistema sanitario relativamente al problema di salute posto. Sono da intendere prestazioni di “primo accesso” anche quelle indotte dallo specialista che osserva per primo il paziente, ritenute dallo stesso necessarie per l’approfondimento del quesito diagnostico. Possono essere anche considerati primi accessi quelli effettuati da pazienti noti, affetti da malattie croniche, che presentino una fase di riacutizzazione o l’insorgenza di un nuovo problema, non necessariamente correlato con la patologia cronica, tale da rendere necessaria una rivalutazione complessiva e/o una revisione sostanziale della terapia (anche in questo caso si dovrà indicare sulla ricetta “primo accesso”).

Nel caso si tratti di “primo accesso”, sulle prescrizioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale, oltre al quesito diagnostico e, appunto, all’indicazione di “primo accesso”, dovrà essere indicata anche una delle classi di priorità (U-B-D-P).

Le prestazioni di specialistica ambulatoriale sono definite di “accesso successivo”, in via residuale, in tutti i casi non definibili quali “primo accesso”. Esse riguardano pazienti per i quali già è stata formulata una diagnosi iniziale, per cui le relative prestazioni sono erogate nell’ambito di un percorso di cura individuato e/o di una presa in carico per patologia cronica. Si tratta, in sostanza, di visite o accertamenti diagnostici strumentali successivi ad un inquadramento diagnostico già concluso, che ha definito il caso ed eventualmente già impostato una prima terapia. Sono prestazioni finalizzate, ad esempio, a seguire nel tempo l’evoluzione di patologie croniche, a valutare a distanza l’eventuale insorgenza di complicanze, a verificare la stabilizzazione della patologia o il mantenimento del buon esito dell’intervento, indipendentemente dal tempo trascorso rispetto al primo accesso.

Nel caso si tratti di “accesso successivo”, sulle prescrizioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale dovrà essere biffata la casella “altro”, mentre non dovrà essere indicata alcuna classe di priorità. Ne consegue che le prestazioni di specialistica ambulatoriale, così qualificate, non dovranno essere prese in considerazione, ai fini del monitoraggio dei tempi di attesa massimi garantiti per le prestazioni di “primo accesso”.

  • Monitoraggio del rispetto dei tempi massimi di attesa da garantire per le prestazioni di specialistica ambulatoriale di “primo accesso” . Azioni conseguenti

Il governo delle liste di attesa, per essere efficace, necessita che le Aziende Sanitarie siano in grado di monitorare i bisogni e le priorità assistenziali della propria utenza e le caratteristiche dell’offerta fornita; tale conoscenza rappresenta un indispensabile strumento di programmazione sanitaria nell’ambito della specifica Azienda ed anche su scala regionale.

Risulta, perciò, necessario utilizzare strumenti di misurazione che consentano la rilevazione standardizzata del fenomeno delle liste d’attesa e l’agevole comparazione tra diversi erogatori e tra differenti realtà territoriali.

A tal fine, per il monitoraggio periodico del grado di raggiungimento dell’obiettivo di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa fissati dal PRGLA 2010-2012, riferiti a ciascuna classe di priorità (e riportati nell’Allegato A), al 90% degli utenti che ne facciano richiesta presso le strutture erogatrici aziendali, le Aziende Sanitarie sono tenute a calcolare almeno mensilmente, per le 43 prestazioni di specialistica ambulatoriale di “primo accesso” , indici di performance per ciascuna prestazione in funzione della rispettiva classe di priorità, ponendo al numeratore il numero di prestazioni prenotate/erogate nel periodo di riferimento entro i giorni massimi previsti per la specifica classe di priorità segnalata ed al denominatore il numero totale di prestazioni prenotate/erogate nello stesso periodo aventi la medesima classe di priorità.

Le Aziende provvederanno a pubblicare mensilmente, nell’apposita sezione dedicata alle liste di attesa del proprio sito web aziendale, i dati del monitoraggio effettuato attraverso gli indici di performance, come sopra definiti.

Pertanto in applicazione del Decreto 34, a partire dal mese di febbraio 2018 , sul portale aziendale saranno pubblicati con cadenza mensile per le prestazioni traccianti di specialistica ambulatoriale di “primo accesso” , gli indici di performance per ciascuna prestazione in funzione della rispettiva classe di priorità.

Gennaio 2018    
Aprile 2018    
Maggio 2018         
Giugno 2018    
 

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