La nostra storia

Gli Ospedali Riuniti San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona sono così intitolati in quanto discendenti dalla fusione di due ospedali salernitani, il S.Giovanni di Dio e il Ruggi d'Aragona. Il primo fu fondato nel 1183 ad opera di Matteo d'Aiello, salernitano, nato attorno al 1115, che, sebbene vissuto quasi sempre lontano da Salerno, mantenne costantemente vivo il suo affetto per la città che gli aveva dato i natali. Infatti, giovanissimo, si trasferì a Palermo, dove entrò a far parte della Curia Regia e, qui, per il suo grande ingegno, fu posto a capo della Segreteria della Corona, svolgendo un ruolo fondamentale in tutti i più importanti affari del Regno normanno.
Diventato espertissimo uomo di leggi e desideroso di lasciare di sè un buon ricordo, Matteo d'Aiello volle costruire a Salerno, a proprie spese, un ospedale per i malati poveri. Anche la costruzione dell'altro ospedale salernitano, il Ruggi d'Aragona, si deve ad un altro cittadino salernitano, il marchese Giovanni Ruggi d'Aragona, nato nel 1807.
Caduto gravemente malato e non essendovi altri alla sua discendenza, con un testamento redatto il 2 luglio 1870, nominò ad erede universale il Comune di Salerno affinchè procedesse, entro breve tempo, alla costruzione di un nuovo ospedale che 'abbia sempre ed in perpetuità una esistenza propria ed un'amministrazione a sè, senza che in qualunque tempo si possa aggregare, riunire, confondere o immutare con qualcun altro'.
Questa volontà così esplicita non riuscirà, come é noto, a bloccare il processo di fusione con il S.Giovanni di Dio che cominciò all'inizio degli anni 1900/1910. La volontà di condurre in porto una nuova opera, ormai sentita come indispensabile dall'intera cittadinanza, portò alla costituzione di una Commissione per il raggruppamento dei due ospedali in termini di consorzio; il 6 giugno 1909 fu posta la prima pietra, in via Orto Agrario, ed il 9 gennaio 1923 fu aperto il nuovo ospedale.
Dopo l'alluvione del 1954, la stessa volontà di dare un nuovo ospedale alla popolazione salernitana, in adeguamento alle mutate esigenze strutturali e funzionali, portò alla costruzione delle nuove fabbriche nell'attuale località S. Leonardo, ove le attività cominciarono a svolgersi sul finire del 1980, dopo il terremoto del 23 novembre dello stesso anno.